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    Commenti e novità giuridiche, Estradizioni e Mandati di Arresto

    Il caso Gilley: perché all'Italia non basta la parola degli Stati Uniti sulla pena di morte

    27 ottobre 202614 min di lettura

    In sintesi

    Caso Gilley: perché l'Italia chiede garanzie assolute agli USA sulla pena di morte e cosa conta per l'ergastolo senza liberazione condizionale.

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    Domande Frequenti

    L'Italia può estradare verso un Paese che prevede la pena di morte?
    Solo se è esclusa con certezza assoluta l'applicazione della pena capitale nel caso concreto. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 223 del 1996, ha dichiarato illegittimo il meccanismo delle «sufficienti assicurazioni» previsto dall'art. 698, comma 2, c.p.p. e dall'art. IX del Trattato con gli Stati Uniti, perché incompatibile con il divieto assoluto dell'art. 27, quarto comma, della Costituzione.
    Basta che il procuratore dichiari di non aver chiesto la pena di morte?
    Secondo la lettura proposta nella nota, no. Una comunicazione da cui risulta che la pena di morte non è stata richiesta non esclude che possa esserlo in seguito. Serve una rinuncia irrevocabile dell'organo competente.
    L'ergastolo senza liberazione condizionale impedisce l'estradizione?
    Non automaticamente. Si applica il test in due fasi della Corte europea dei diritti dell'uomo (Sanchez- Sanchez c. Regno Unito, Grande Camera, 3 novembre 2022): l'estradando deve dimostrare ragioni sostanziali per temere quella pena; poi si verifica se lo Stato richiedente preveda un meccanismo di revisione della pena.
    Com'è proseguito il caso Gilley?
    Secondo la stampa statunitense, a metà settembre 2026 la Procura della Contea di Harris ha depositato un atto formale di rinuncia irrevocabile alla pena di morte. Resta aperta la questione dell'ergastolo senza liberazione condizionale. Alla data del 18 ottobre 2026 non risulta pubblicata la decisione della Corte d'appello di Torino.

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