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    Commenti e novità giuridiche, Reati Bancarotta

    Amministratore di diritto e amministratore di fatto: il confine tra concorso consapevole e responsabilità di posizione nella bancarotta fraudolenta

    29 ottobre 202615 min di lettura

    In sintesi

    Cass. pen. 33583/2026: l'amministratore di fatto non trasforma quello di diritto in una testa di legno. Generica consapevolezza, dolo eventuale e difesa.

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    Domande Frequenti

    L'amministratore di diritto risponde sempre della bancarotta commessa dall'amministratore di fatto?
    No. La sola titolarità della carica non basta: occorre provare almeno la generica consapevolezza delle attività illecite compiute dall'amministratore di fatto, anche nella forma del dolo eventuale. È un principio consolidato che la sentenza n. 33583/2026 conferma.
    Chi è l'amministratore di fatto per la legge penale?
    È chi esercita in modo continuativo e significativo i poteri tipici della funzione di amministratore senza esserne formalmente investito (art. 2639 c.c.). Non è necessario che eserciti tutti i poteri gestori, e la sua presenza può coesistere con quella di un amministratore di diritto che partecipa davvero alla gestione.
    Che cosa si intende per generica consapevolezza delle attività illecite?
    Non serve che l'amministratore formale conoscesse ogni singola operazione distrattiva. Serve che abbia percepito l'esistenza di una gestione illecita almeno nelle sue linee essenziali e abbia continuato a operare accettandone il rischio. Non basta invece la semplice percezione delle difficoltà della società o la violazione del dovere di vigilanza.
    Basta dimostrare che nella società c'era un amministratore di fatto per evitare la condanna?
    No. Secondo la sentenza n. 33583/2026 occorre prima stabilire quale fosse il ruolo reale dell'amministratore formale. Se era inserito nella gestione, riceveva le informazioni sulla situazione finanziaria e partecipava alle operazioni rilevanti, il giudice può ricavarne la prova della consapevolezza.
    Un professionista che accetta la carica di amministratore rischia di più?
    Può accadere. Nel caso deciso l'amministratore era un commercialista che seguiva gli adempimenti amministrativi e fiscali: le sue competenze hanno rafforzato la conclusione che conoscesse la situazione della società. Accettare una carica senza esercitarne i poteri e senza un flusso informativo documentato espone a un rischio penale concreto.

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