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    Pubblico Ufficiale e incaricato di pubblico Servizio

    La maggior parte dei reati contro la pubblica amministrazione è configurata come reato proprio, ossia richiede una particolare qualifica soggettiva dell'autore. La disciplina penale distingue, in particolare, tra pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio.

    Pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio

    La maggior parte dei reati contro la pubblica amministrazione è configurata come reato proprio, ossia richiede una particolare qualifica soggettiva dell'autore. La disciplina penale distingue, in particolare, tra pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio.

    Pubblico ufficiale (art. 357 c.p.)

    È pubblico ufficiale, ai sensi dell'art. 357 c.p., il soggetto che esercita una funzione pubblica legislativa, giudiziaria o amministrativa caratterizzata dall'esercizio di poteri autoritativi o certificativi. L'esercizio di tali poteri implica la capacità di incidere unilateralmente nella sfera giuridica dei destinatari dell'azione amministrativa o di attestare fatti con efficacia probatoria privilegiata.

    Incaricato di pubblico servizio (art. 358 c.p.)

    È invece incaricato di pubblico servizio, ai sensi dell'art. 358 c.p., il soggetto che presta un pubblico servizio disciplinato da norme pubblicistiche ma privo dei poteri autoritativi o certificativi propri del pubblico ufficiale. Si tratta di attività che, pur inserendosi nell'ambito dell'azione amministrativa, non comportano l'esercizio diretto di poteri tipici della funzione pubblica.

    Nel contesto dell'attività economica tali qualifiche possono riguardare anche soggetti operanti all'interno di enti o società partecipate che svolgono funzioni di interesse pubblico, rendendo particolarmente delicato il confine tra attività privatistica e esercizio di funzioni pubbliche.

    Domande frequenti su Reati contro la Pubblica Amministrazione

    Quali sono i principali reati contro la pubblica amministrazione rilevanti per le imprese?
    I principali reati sono la corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.), la corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 c.p.), la concussione (art. 317 c.p.), l'induzione indebita (art. 319-quater c.p.), il traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.), il peculato (art. 314 c.p.) e l'abuso d'ufficio (art. 323 c.p.). Nel diritto penale d'impresa tali fattispecie assumono rilievo quando si innestano nei rapporti tra operatori economici e pubblici funzionari.
    Qual è la differenza tra concussione e induzione indebita?
    La concussione (art. 317 c.p.) si configura quando il pubblico funzionario costringe il privato con una condotta costrittiva tale da non lasciargli alternative, rendendo il privato vittima del reato. L'induzione indebita (art. 319-quater c.p.) si realizza quando il funzionario esercita pressioni meno intense, lasciando al privato un margine di autodeterminazione; in questo caso anche il privato è punibile.
    I reati contro la PA possono comportare la responsabilità dell'ente ex D.Lgs. 231/2001?
    Sì, i reati contro la pubblica amministrazione rientrano tra i reati presupposto del D.Lgs. 231/2001. Quando le condotte illecite sono commesse nell'interesse o a vantaggio dell'ente, la società può essere destinataria di sanzioni pecuniarie significative e di misure interdittive come la sospensione dell'attività e il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.
    Cosa si intende per traffico di influenze illecite?
    Il traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.) punisce chi, vantando relazioni esistenti o apparenti con un pubblico funzionario, si fa dare o promettere utilità per esercitare tali influenze. A differenza della corruzione, non richiede un accordo diretto con il pubblico funzionario. La difesa verifica la reale capacità di influenza vantata, la effettiva realizzazione delle condotte e la distinzione tra attività di lobbying lecita e condotta penalmente rilevante.
    Come si difende un'impresa dall'accusa di corruzione nel quadro degli appalti pubblici?
    Nei procedimenti per corruzione in appalti pubblici la difesa dell'ente e dell'amministratore richiede un'analisi approfondita delle modalità di affidamento dell'appalto, della conformità delle procedure selettive e della documentazione dei rapporti con la pubblica amministrazione. È fondamentale dimostrare la correttezza dell'iter procedimentale e l'assenza di accordi corruttivi, differenziando le normali relazioni commerciali dalle condotte penalmente rilevanti.

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