Infedeltà patrimoniale (art. 2634 c.c.)
L'infedeltà patrimoniale riguarda le condotte degli amministratori o dei dirigenti che, in violazione dei propri doveri, compiono atti di disposizione del patrimonio sociale arrecando un danno alla società.
Infedeltà patrimoniale (art. 2634 c.c.)
L'infedeltà patrimoniale riguarda le condotte degli amministratori o dei dirigenti che, in violazione dei propri doveri, compiono atti di disposizione del patrimonio sociale arrecando un danno alla società.
La fattispecie assume particolare rilievo quando l'operazione sia realizzata in una situazione di conflitto di interessi e determini un pregiudizio patrimoniale per l'ente. Nel diritto penale d'impresa tale reato si colloca al confine tra responsabilità penale e discrezionalità gestionale, imponendo un'attenta valutazione delle decisioni societarie e del contesto nel quale esse sono state adottate.
Struttura dell'accertamento
L'accertamento penale richiede la verifica della sussistenza di un conflitto di interessi tra il soggetto agente e la società, della realizzazione di un atto di disposizione patrimoniale e dell'esistenza di un danno per l'ente. È inoltre necessario accertare l'elemento soggettivo del dolo, ossia la consapevolezza dell'agente di operare in conflitto di interessi e di arrecare un pregiudizio patrimoniale alla società.
Metodo difensivo
La difesa si fonda sull'analisi dell'operazione societaria e sulla ricostruzione del processo decisionale che ha condotto alla sua realizzazione, con particolare attenzione alla verifica della reale sussistenza del conflitto di interessi e del danno patrimoniale. Nel diritto penale d'impresa è essenziale distinguere tra scelte gestionali legittime, anche se economicamente rischiose o discutibili, e condotte effettivamente idonee a integrare una responsabilità penale.
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