Operazione "criminal drinks": maxi frode transnazionale sulle accise degli alcolici, arresti nel Cassinate
In sintesi
Una vasta operazione della Guardia di Finanza ha smantellato una presunta rete criminale dedita alla frode transnazionale sulle accise di alcolici e superalc.
Punti Chiave
- Esecuzione di sei fermi nel Cassinate per un'articolata frode transnazionale sulle accise.
- Utilizzo illecito del sistema comunitario Emcs per simulare trasferimenti di prodotti alcolici.
- Creazione di depositi fiscali fittizi in diverse province italiane per eludere i controlli.
- Coinvolgimento di circa cinquanta indagati tra professionisti, intermediari ed esperti telematici.
L’operazione "Criminal Drinks" ha smantellato una vasta rete criminale dedita alla frode fiscale sulle accise degli alcolici mediante falsi depositi.
L'intervento della Guardia di Finanza
L'operazione, coordinata dalla Procura di Agrigento e condotta in sinergia con i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Cassino, è scattata nelle prime ore del mattino. L'intervento più emblematico si è verificato intorno alle 4:00 all'interno di un hotel del Cassinate, dove gli agenti hanno notificato lo stato di fermo a un imprenditore residente all'estero, bloccato a poche ore dalla conclusione dei festeggiamenti per il proprio matrimonio.
Insieme allo sposo, le forze dell'ordine hanno posto in stato di fermo altre cinque persone residenti in vari comuni del circondario (tra cui Cervaro, Sant'Andrea del Garigliano e Aquino). Tre di questi soggetti sono attualmente assistiti e rappresentati legalmente dall'avvocato Roberto Catanzariti. Risultano inoltre indagati a piede libero altri tre individui residenti nel Frusinate. In totale, l'indagine coinvolge circa cinquanta persone su tutto il territorio nazionale.
Il modus operandi e le accuse
L'inchiesta, denominata "Criminal drinks" e firmata dal procuratore Renato Di Natale insieme ai sostituti Ignazio Fonzo e Andrea Maggioni, mira a colpire un articolato sistema di evasione fiscale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli indagati avrebbero messo in atto una frode strutturata utilizzando illecitamente l'Emcs (il sistema informatizzato comunitario per il controllo dei prodotti in sospensione d'accisa).
L'organizzazione avrebbe creato depositi fiscali fittizi distribuiti tra diverse province italiane (tra cui Agrigento, Milano, Torino, Voghera, Alessandria e il Cassinate). Attraverso la compilazione di falsi documenti amministrativi elettronici, il gruppo avrebbe simulato la ricezione materiale dei prodotti alcolici nei vari depositi in regime di sospensione delle accise, attestando trasferimenti di beni che, nella realtà, non giungevano mai a destinazione.
I ruoli all'interno della rete
L'infrastruttura illecita si avvaleva di diverse figure professionali. Tra i soggetti coinvolti nel Cassinate figurerebbero commercialisti, esperti telematici, amministratori e intermediari. Secondo le indagini, due degli indagati fermati avrebbero avuto il ruolo materiale di compilare e completare i documenti elettronici amministrativi falsificati, permettendo al sistema di eludere i controlli fiscali per un giro d'affari milionario. Le autorità sono attualmente in attesa del completamento delle attività investigative per definire ulteriori dettagli dell'operazione.
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📰 Questo articolo è tratto da una fonte esterna.
Leggi l'articolo originaleAvv. Roberto Antonio Catanzariti
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