Contraffazione e riciclaggio di borse: imprenditrice assolta dal Tribunale di Macerata
In sintesi
Imprenditrice è stata assolta con formula piena dall'accusa di ricettazione e commercio di borse contraffatte poiché il fatto non costituisce reato.
Punti Chiave
- Un'imprenditrice, responsabile del sito dedicato al noleggio di borse di lusso, è stata assolta dalle accuse di ricettazione e commercio di prodotti contraffatti.
- La difesa ha dimostrato la buona fede dell'imputata tramite ricevute d'acquisto a prezzi congrui effettuate in varie boutique.
- Il Tribunale di Macerata ha stabilito che l'imputata fosse inconsapevole della possibile falsità di alcuni articoli sequestrati.
- La sentenza di assoluzione definitiva è stata emessa con la formula "perché il fatto non costituisce reato".
Era stata accusata di noleggiare borse false spacciandole per griffate, e persino il programma "Striscia la notizia" si era occupato di lei. Ma in Tribunale la donna, una sangiustese, ha dimostrato di non aver mai commesso alcun reato ed è stata assolta con la formula più ampia.
La vicenda e le accuse originali
Si tratta di una vicenda che sarebbe avvenuta all’inizio del 2016, quando l'imprenditrice, responsabile del sito internet dedicato al noleggio di borse di lusso, era stata accusata di ricettazione e commercio di prodotti contraffatti.
- Una cittadina svizzera aveva segnalato di aver comprato più volte dal sito borse e altri articoli firmati Chanel, Louis Vuitton, Tod’s e altri.
- Una borsa Chanel, pagata 2.600 euro, si era rotta: portata al negozio di Milano per la riparazione, era stata dichiarata falsa.
- La denuncia era stata sporta alla polizia e successivamente segnalata a "Striscia la notizia", portando all'intervento dell'inviato Moreno Morello.
L'intervento della Guardia di Finanza
L'inviato Moreno Morello si era rivolto alla Guardia di Finanza, che a seguito di una perquisizione aveva sequestrato:
- Due borse Celine;
- Tre borse Longchamp;
- Cinque borse Chanel;
- Alcuni certificati originali di autenticità Chanel (risultati rubati nel 2012 a un'azienda di Milano).
Il processo al Tribunale di Macerata
In Tribunale a Macerata è iniziato il processo, nel quale la maison di alta moda francese si era costituita parte civile. In aula, difesa dall’avvocato Roberto Catanzaritti, la donna ha dimostrato la sua totale innocenza basandosi su vari punti:
- Non era stato accertato se le borse trovate in casa fossero effettivamente destinate al noleggio.
- La consulenza tecnica sulla falsità di alcuni articoli era stata effettuata esclusivamente tramite fotografie.
- Per tutti gli articoli erano presenti le ricevute d'acquisto che attestavano transazioni in boutique a prezzi congrui per il mercato del lusso.
La sentenza di assoluzione
Il difensore ha sostenuto che, se anche alcune borse fossero risultate non autentiche, l’imputata ne era del tutto inconsapevole, avendole acquistate convinta della loro originalità (alcune erano state anche regali di famiglia).
Nonostante la procura avesse richiesto una condanna a due anni di reclusione, il giudice Domenico Potetti ha accolto la tesi difensiva:
L'imputata è stata assolta con formula piena, "perché il fatto non costituisce reato".
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Leggi l'articolo originaleAvv. Roberto Antonio Catanzariti
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