MAE respinto per ne bis in idem e giurisdizione nazionale – Corte d'Appello di Milano
In sintesi
La Corte d'Appello di Milano ha respinto una richiesta di consegna basata su un Mandato di Arresto Europeo dalla Francia.
Punti Chiave
- La Corte d'Appello di Milano ha rigettato un MAE francese per violazione del ne bis in idem.
- L'individuo era già stato giudicato in Italia con sentenza irrevocabile per gli stessi fatti.
- Il ne bis in idem è un principio fondamentale della cooperazione europea, tutelato dall'art. 18, lett. m), L. n. 69/2005.
- La difesa ha dimostrato la совrapposizione storico-fattuale tra i procedimenti.
Con sentenza del 13 maggio 2015, la Corte d’Appello di Milano ha rigettato la richiesta di consegna di un cittadino italiano, arrestato in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo (MAE) emesso dall’Autorità giudiziaria francese (Tribunale di Vienne). I reati contestati, risalenti al 2005, includevano falsità materiale, uso di atto falso, condizioni di lavoro lesive della dignità altrui e messa in pericolo della vita altrui.
IL RILIEVO GIURIDICO DEL RIGETTO: PRIORITÀ DEL GIUDICATO NAZIONALE
Il nodo centrale della decisione risiede nell'accertamento che, per i medesimi fatti storici, l’interessato era già stato sottoposto a un procedimento penale in Italia, conclusosi con una sentenza irrevocabile. La Corte ha pertanto applicato l’art. 18, lett. m), della Legge n. 69/2005, che vieta espressamente la consegna quando si configura una situazione di ne bis in idem (il divieto di essere giudicati due volte per lo stesso fatto).
Come sottolineato dai giudici milanesi:
L’imputato è già stato giudicato in via definitiva in Italia per gli stessi fatti oggetto del MAE emesso dall’Autorità francese. L’ulteriore procedura estera si porrebbe in contrasto con il principio del ne bis in idem, a tutela del giudicato interno e dei diritti fondamentali dell’individuo.
LA RILEVANZA DEL NE BIS IN IDEM NELLA COOPERAZIONE EUROPEA
La sentenza si allinea al consolidato orientamento della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Il giudice nazionale ha il dovere di rifiutare la consegna quando vi sia un'identità sostanziale dei fatti già definiti in Italia, a prescindere da come questi vengano giuridicamente qualificati all'estero. Il ne bis in idem opera a pieno titolo anche nei procedimenti transfrontalieri, costituendo un pilastro essenziale del sistema di garanzie nello spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.
IL VALORE DELLA DIFESA TECNICA E LA TUTELA DEI DIRITTI
Questa pronuncia assume un profondo valore sistemico poiché garantisce la certezza del diritto e la stabilità delle sentenze interne, impedendo duplicazioni persecutorie da parte di altri ordinamenti stranieri.
Decisivo è stato il ruolo della difesa, rappresentata dall’Avv. Roberto A. Catanzariti, che ha saputo dimostrare in modo puntuale e rigoroso la perfetta sovrapposizione storico-fattuale tra il processo svoltosi in Italia e le accuse pendenti in Francia. Un'attività probatoria che ha indotto la Corte a bloccare l'estradizione, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e delle direttive dell'Unione Europea.
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Avv. Roberto Antonio Catanzariti
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