Corte costituzionale, sentenza n. 118/2025: Illegittimo il tetto di 6 mensilità per i licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese. Nuovi scenari per imprenditori e manager
In sintesi
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il tetto di 6 mensilità per i licenziamenti nelle piccole imprese, elevando l'indennità massima a 18 mesi.
Punti Chiave
- Dichiarata l'incostituzionalità del limite massimo di 6 mensilità per le imprese sotto i 15 dipendenti.
- Il nuovo range indennitario per le piccole imprese è fissato tra le 6 e le 18 mensilità.
- La decisione si fonda sulla violazione dei principi di eguaglianza, ragionevolezza e funzione compensativa.
- Imprenditori e manager devono rivalutare i rischi economici e le politiche HR per l'aumento dei costi potenziali.
1. LA QUESTIONE SOTTOPOSTA ALLA CORTE
La disciplina introdotta dal d.lgs. 23/2015 (Jobs Act) prevedeva, per le imprese fino a 15 dipendenti, un tetto massimo di 6 mensilità a titolo di indennità in caso di licenziamento illegittimo. Tale limite, rigido e uniforme, aveva generato forti critiche in dottrina e in giurisprudenza, ritenendosi sproporzionato e non adeguato a garantire la piena tutela dei lavoratori.
2. LA DECISIONE DELLA CONSULTA
Con la sentenza n. 118 del 21 luglio 2025 (Pres. Barbera, Rel. Amoroso), la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale tale limite, affermando che il giudice deve poter modulare l’indennità anche nelle piccole imprese, entro il nuovo range da 6 a 18 mensilità.
La Corte ha ritenuto la previsione del tetto rigido lesiva dei principi di eguaglianza (art. 3 Cost.) e di ragionevolezza, oltre che incoerente con la funzione compensativa della tutela.
3. IMPLICAZIONI PRATICHE
Per gli imprenditori e i manager, la decisione segna un cambio di prospettiva:
- i costi potenziali legati ai licenziamenti crescono sensibilmente;
- la previsione del rischio di condanna deve essere rivalutata nei bilanci e nelle politiche HR;
- sarà necessario sviluppare strategie preventive, incluse soluzioni di compliance giuslavoristica e di gestione negoziata delle uscite.
4. EFFETTI PER LE IMPRESE MINORI
L’equiparazione alle grandi imprese comporta una sostanziale uniformità di tutela e, per i datori di lavoro delle PMI, l’obbligo di rivedere l’approccio ai procedimenti disciplinari e di licenziamento. La rigidità normativa è sostituita da un sistema elastico, che aumenta la discrezionalità giudiziale.
5. CONSEGUENZE SISTEMICHE
La pronuncia si inserisce in un trend giurisprudenziale della Consulta volto a "costituzionalizzare" il diritto del lavoro, rimarcando che i diritti dei lavoratori non possono essere compressi oltre misura in nome della semplificazione normativa.
Per le imprese, ciò si traduce in una maggiore esposizione al contenzioso, ma anche nella possibilità di prevenire rischi attraverso consulenza legale avanzata.
6. CONCLUSIONI OPERATIVE
Per i manager, CFO e imprenditori, la sentenza n. 118/2025 impone:
- valutazione attenta delle politiche di assunzione e di cessazione;
- incremento delle misure di risk management giuslavoristico;
- maggiore attenzione agli accordi transattivi, oggi più che mai una via utile per limitare costi e rischi.
Legal Aid supporta imprese e professionisti nella gestione dei rapporti di lavoro e dei rischi penali e civili connessi, offrendo consulenza integrata e strategie difensive su misura.
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Documenti Allegati
Avv. Roberto Antonio Catanzariti
Legal Aid Italia
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