“Contenzioso transnazionale nella moda e nel lusso: corporate accountability e responsabilità 231 delle imprese globali”
In sintesi
L'articolo analizza il contenzioso transnazionale nella moda, focalizzandosi su corporate accountability, strategie di forum shopping e responsabilità.
Punti Chiave
- Il contenzioso strategico mira a modificare i modelli organizzativi aziendali e i parametri etici del settore moda e lusso.
- La scelta del foro e l'individuazione della legge applicabile sono regolate dai Regolamenti Bruxelles I bis e Roma II.
- La legislazione europea e nazionale (come la Loi de vigilance) impone doveri di vigilanza più rigorosi lungo l'intera supply chain.
- Le imprese devono integrare la compliance multidimensionale e i modelli D.Lgs. 231/2001 per prevenire rischi reputazionali e legali.
1. INTRODUZIONE
Il settore della moda e del lusso rappresenta uno dei comparti economici più esposti al rischio di contenziosi transnazionali strategici, ossia procedimenti che travalicano la dimensione meramente risarcitoria per assumere una funzione più ampia: indurre un cambiamento nei modelli organizzativi delle imprese e, in prospettiva, orientare l’intero settore verso standard più elevati di corporate accountability.
Il diritto, in questo scenario, diventa leva non solo per risolvere controversie, ma per incidere sulla reputazione, sulla governance e sul posizionamento etico e sociale delle imprese globali.
2. CORPORATE ACCOUNTABILITY E BUSINESS & HUMAN RIGHTS
La corporate accountability veicola l’idea che l’attività di impresa comporti obblighi funzionali alla tutela di interessi collettivi – ambiente, diritti dei lavoratori, sostenibilità – secondo il paradigma dei business and human rights.
Le azioni legali in questo campo mirano spesso a denunciare:
- Condizioni di lavoro non dignitose (salari, orari, sicurezza).
- Impiego di lavoro minorile o sfruttamento.
- Violenze, molestie, detenzioni arbitrarie.
- Pratiche commerciali scorrette o violazioni ambientali.
Le cause possono essere promosse da una pluralità di attori: vittime dirette, associazioni rappresentative, consumatori o persino concorrenti.
3. LA DIMENSIONE STRATEGICA
Il contenzioso diventa strategico quando non si limita a ottenere un provvedimento giudiziale, ma mira a generare un impatto più ampio: condizionare l’opinione pubblica, orientare la condotta futura delle imprese, stimolare interventi normativi e ridefinire gli standard operativi di un intero comparto.
Un esempio emblematico è l’incendio della Ali Enterprises di Karachi (2012), in cui oltre 250 operai persero la vita in una fabbrica tessile fornitrice di brand internazionali. Le azioni giudiziarie avviate in Germania contro il committente hanno mostrato come tragedie locali possano diventare strumenti di pressione globale per imporre doveri di vigilanza più rigorosi.
4. LA TRANSNAZIONALITÀ: FORUM SHOPPING E ANCHOR DEFENDANT
Il carattere transnazionale del contenzioso si manifesta nella scelta del foro e nella possibilità di attivare procedimenti in giurisdizioni lontane dal luogo dell’illecito.
- Il Regolamento Bruxelles I bis (n. 1215/2012) e la Convenzione di Lugano II disciplinano la competenza giurisdizionale in ambito civile e commerciale.
- Figure come l’anchor defendant o il forum necessitatis consentono di attrarre la controversia in ordinamenti percepiti come più sensibili o favorevoli (es. Paesi UE con maggiore apertura alle azioni collettive).
- Le misure cautelari transnazionali permettono di bloccare immediatamente condotte illecite con effetti che si riverberano ben oltre i confini del singolo Stato.
5. LA LEGGE APPLICABILE E IL RUOLO DEL REGOLAMENTO ROMA II
Altro snodo cruciale è la legge applicabile. Il Regolamento (CE) n. 864/2007 (Roma II) individua la normativa che regola la responsabilità extracontrattuale. Rilevano norme di sicurezza, standard internazionali e principi di ordine pubblico. In alcuni casi, norme di applicazione necessaria del foro prevalgono sulle disposizioni straniere, rafforzando la tutela delle vittime.
6. PROVE E COOPERAZIONE GIUDIZIARIA INTERNAZIONALE
Un aspetto strategico è la raccolta delle prove all’estero. Il Regolamento (UE) 2020/1783 disciplina la cooperazione in materia di assunzione delle prove tra Stati membri, mentre la Convenzione dell’Aja del 1970 sulle prove e le convenzioni bilaterali regolano la cooperazione con Stati terzi. L’attività di investigazione privata e di audit indipendenti diventa spesso decisiva per documentare violazioni in filiere difficilmente accessibili.
7. L’EFFICACIA E LA CIRCOLAZIONE DELLE DECISIONI
Un obiettivo ulteriore del contenzioso strategico è massimizzare la circolazione delle decisioni giudiziali. Il Regolamento Bruxelles I bis assicura il riconoscimento e l’esecuzione automatica delle decisioni civili negli Stati membri UE. In prospettiva, la Convenzione dell’Aja del 2019 sul riconoscimento delle sentenze potrà ampliare l’efficacia internazionale, sebbene permangano ostacoli legati al riconoscimento in ordinamenti extraeuropei.
8. L’UNIONE EUROPEA COME PROPULSORE NORMATIVO
Accanto alle iniziative nazionali (es. la Loi de vigilance francese o la Lieferkettengesetz tedesca), l’UE si pone come attore centrale nell’evoluzione della corporate accountability tramite diverse iniziative:
- Direttiva (UE) 2019/1937 sul whistleblowing;
- Direttiva (UE) 2020/1828 sulle azioni rappresentative a tutela dei consumatori;
- Proposta di Direttiva sul dovere di diligenza delle imprese (Corporate Sustainability Due Diligence);
- Proposta di Direttiva contro le SLAPPs.
Queste iniziative segnalano una tendenza chiara: vincolare le imprese a doveri positivi di vigilanza e trasparenza lungo l’intera catena del valore, con responsabilità anche civile in caso di violazioni.
9. CONCLUSIONI OPERATIVE PER LE IMPRESE DELLA MODA E DEL LUSSO
Per maison e gruppi del lusso e della moda, il contenzioso transnazionale strategico non è un rischio teorico, ma una concreta possibilità.
- È necessario rafforzare i modelli di organizzazione e controllo ex D.Lgs. 231/2001, estendendoli alla supply chain.
- I contratti di subfornitura devono contenere clausole etiche e di auditing, vincolanti e verificabili.
- Occorre infine predisporre un sistema di compliance multidimensionale, che integri diritto penale, civile, commerciale e strumenti di crisis management reputazionale.
Solo una strategia preventiva e integrata può proteggere le imprese da azioni che, più che risarcitorie, sono concepite per incidere sulla governance e sulla reputazione globale.
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Documenti Allegati
Avv. Roberto Antonio Catanzariti
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