Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.)
L'art. 603-bis c.p. incrimina due diverse condotte: il reclutamento di manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori; e l'utilizzo o impiego di lavoratori sottoponendoli a condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno. La fattispecie non riguarda esclusivamente l'intermediario (il cosiddetto caporale), ma può coinvolgere direttamente anche l'imprenditore o il datore di lavoro che utilizza la manodopera sfruttata.
Configurazione del reato
L'art. 603-bis c.p. incrimina due diverse condotte: il reclutamento di manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori; e l'utilizzo o impiego di lavoratori sottoponendoli a condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno. La fattispecie non riguarda esclusivamente l'intermediario (il cosiddetto caporale), ma può coinvolgere direttamente anche l'imprenditore o il datore di lavoro che utilizza la manodopera sfruttata.
Il trattamento sanzionatorio prevede la reclusione da uno a sei anni e la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato o impiegato.
Indici di sfruttamento
- Corresponsione di retribuzioni palesemente difformi dai contratti collettivi nazionali
- Reiterata violazione della normativa sull'orario di lavoro, riposi e ferie
- Violazione delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro
- Sottoposizione dei lavoratori a condizioni di lavoro, sorveglianza o alloggio degradanti
Circostanze aggravanti, confisca e pene accessorie
La pena è aumentata da un terzo alla metà quando i lavoratori sfruttati sono più di tre, tra i lavoratori vi sono minori in età non lavorativa, o i lavoratori sono esposti a situazioni di grave pericolo. La disciplina prevede inoltre confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato, interdizione dagli uffici direttivi delle imprese, divieto di contrattare con la pubblica amministrazione ed esclusione da finanziamenti e agevolazioni pubbliche.
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